Esame obiettivo

     Conclusa l’anamnesi, a seconda del distretto identificato come sede del dolore, si sceglie un particolare “modello” di esame obiettivo (Tabella 1) che funzionerà come guida al seguito del percorso diagnostico. 

 

1.     Cranio-facciale

2.     Cervicale, della spalla e dell’arto superiore

3.     Toracico

4.     Addominale-pelvico

5.     Lombosacrococcigeo e dell’arto inferiore

6.     Ano-perineo-genitale

7.     Dolore pluridistrettuale

 

Tabella 1 – “Modelli” di esame obiettivo specifici per i vari distretti

     Nella Tabella 2 sono elencate le procedure fondamentali dell’esame obiettivo algologico: alcune di queste sono specifiche per un particolare distretto e saranno descritte nel Capitolo ad esso dedicato, altre (esame della postura e delle sensibilità) sono comuni a più distretti e, onde evitare ripetizioni, sono qui descritte una sola volta.

 

Ispezione

Esame della postura

Esame della mobilità passiva ed altre indagini

Esame della sensibilità

Esame della motilità

Esame dei riflessi

 

Tabella 2 – Le procedure dell’esame obiettivo algologico

 Ispezione

    L’ispezione è condotta con la stessa metodologia in tutti i distretti. Alcuni dei possibili riscontri sono simili ed hanno uguale significato in tutti i distretti (Tabella 3), altri invece sono specifici per i singoli distretti. 

 

·       tumefazione ed edema

·       soluzione di continuo ed ulcere

·       zone necrotiche

·       cicatrici

·       raccolte asessuali

·       bolle e flittene

·       herpes zoster

·       cicatrici post-herpetiche

·       cianosi

·       arrossamento

·       pallore

·       cute secca ed anelastica e distrofie degli annessi cutanei

·       cute calda

·       cute fredda

·       iperidrosi

·       ipo-anidrosi

·       asimmetria dell’attività sudomotoria tra un lato e l’altro

·       amputazione

·       rigidità articolare

 

Tabella 3 – Possibili riscontri ispettivi

Esame della mobilità passiva

    Si deve distinguere la “mobilità” dalla “motilità”. La mobilità passiva esprime la possibilità di compiere i movimenti passivamente o attivamente, senza che ostacoli meccanici ne limitino l’escursione: essa è ridotta in caso di rigidità articolare e di spasmo muscolare. Per contro, la motilità (eventualmente contro resistenza) dà la misura della forza muscolare e sarà considerata con l’esame della motilità. L’esame della mobilità prevede manovre particolari a seconda del distretto da studiare.

Esame della sensibilità

    Rispetto all’obiettivo del neurologo, l’esame della sensibilità condotto dall’algologo (Tabella 4) differisce per qualche aspetto. Il neurologo, infatti, vuole esaminare principalmente l’efficienza del sistema nervoso mentre l’algologo è interessato sia a verificare la funzionalità delle vie nervose afferenti per dedurre la sede di un eventuale danno neurologico che a rilevare quelle alterazioni del “modo di sentire” che possono orientare nella diagnosi patogenetica del dolore. Per esempio, in presenza di un sistema nervoso senza deficit neurologici ma con un’area tessutale dov’è possibile evocare dolore alla digitopressione, da un punto di vista strettamente neurologico l’esame della sensibilità è normale (“normoestesia”) mentre dal punto di vista dell’algologo vè distorsione della sensibilità (allodinia, trigger points, tender areas).

 

Normoestesia

 

 

 

Riduzione della sensibilità

Ipoestesia tattile

 

Ipoestesia termica

 

Ipoalgesia

 

Analgesia

 

Anestesia

 

 

Aumento della sensibilità

Iperestesia tattile

 

Iperalgesia

 

 

Distorsione della sensibilità

Allodinia

 

Tender area

 

Trigger point

 

Allochiria

 

Iperpatia

 

Tabella 4 – Riscontri che possono essere evidenziati con l’esame della sensibilità

Esame della motilità

    Il grado di compromissione della funzione motoria per danno neurologico può essere descritto quantitativamente impiegando una variante semplificata della “Scala per la misura semeiologica della capacità contrattile dei muscoli scheletici del Medical Reseach Council” che contempla i punti illustrati nella Tabella 5.

 

F3 =

Forza normale

possibilità di spostamento del segmento contro una qualsiasi comune resistenza.

F2 =

Ipostenia

possibilità di spostamento del segmento solo contro una resistenza lieve o media

F1 =

Paresi

possibilità di spostamento del segmento senza ostacoli ma non contro una resistenza anche minima

F0 =

Paralisi (o plegia)

impossibilità di contrazione o possibilità di contrazione rilevabile all'ispezione o alla palpazione del muscolo ma senza alcuna possibilità di spostamento del segmento

 

Tabella 5 - Classificazione dei deficit della motilità