Ancora oggi, in Terapia Antalgica molti “addetti ai lavori” operano sulla base di convinzioni personali che, pur maturate con l’esperienza, spesso non sono confortate dall’opinione degli altri e sovente impiegando solo le metodiche diagnostiche e terapeutiche che hanno potuto sviluppare nelle diverse realtà ambientali. Da questo deriva che in Centri diversi alcune tecniche hanno in comune poco più che la definizione: basti pensare alle differenze metodologiche nell’esecuzione dei blocchi peridurali per il dolore radicolare. Inoltre, anche per quel che concerne l'inquadramento nosologico, i diversi quadri clinici sono definiti in modo disomogeneo.
Si ha quindi la sgradevole impressione che in Terapia Antalgica sopravviva un’ingiustificata “improvvisazione” e che la “credibilità” della disciplina possa facilmente essere messa in discussione.
Il 25 novembre 1996 inviavo una lettera al Consiglio Direttivo della SICD invitandolo a considerare l’opportunità di definire le linee guida in algologia. In quella lettera scrivevo: “…allo scopo di stabilire dei criteri metodologici uniformi, si propone la preparazione di un Documento da sottoporre al consenso del maggior numero possibile di colleghi che, condividendolo per la maggior parte e sottoscrivendolo pur dissentendo, inevitabilmente, in alcuni dettagli, si impegnano a rispettarne i principi generali e a perfezionarne i contenuti operando in un Comitato Permanente per l’Aggiornamento delle Linee Guida in Algologia. Considerata la complessità del Documento, è opportuna la creazione di Sottocomitati per il perfezionamento delle sue diverse parti. Tra i compiti dei Sottocomitati è quello di indicare i riferimenti bibliografici da “ufficializzare” nei diversi aspetti tecnici delle linee guida in algologia. Il Documento, infatti, non deve diventare un trattato di algologia: esso deve limitarsi a fornire una precisa identità professionale all’algologo ed una guida (che dovrà essere periodicamente aggiornata) dei comportamenti professionali algologici. Ovviamente, ogni Collega può far parte di più di un Sottocomitato se ritiene di poter contribuire all’opera di più di uno…”.
Nel 1997 presentavo al Congresso Nazionale della SICD una comunicazione dal titolo: “L’esigenza di “linee guida in terapia antalgica” [Orlandini 1997].
Nel 1998 presentavo al Congresso Nazionale della SICD una comunicazione dal titolo: “Le linee guida e l’informatizzazione in terapia del dolore: proposta di una scheda clinica” [Orlandini 1998].
Nel settembre 1999 organizzavo a Terruggia (Casale Monferrato) un Incontro di aggiornamento su “Linee guida in algologia: criteri organizzativi, semeiotica e metodologia diagnostica, indicazioni delle tecniche neurolesive e di neuromodulazione” [Orlandini 1999].
Nel 1999 il Consiglio Direttivo della Società Italiana dei Clinici del Dolore istituzionalizzava la "Commissione SICD per la preparazione delle linee guida in algologia", affidandomene la direzione. La Commissione è temporaneamente formata dai seguenti Colleghi:
DeMartino Armando (Eboli)
Faina Luca (Genova)
Mameli Sergio (Cagliari)
Micheli Fabrizio (Cremona)
Miotti Danilo (Pavia)
Musiari Giorgio (Tortona)
ReinaValter (Garbagnate)
Trentin Leonardo (Vicenza)
Coordinatore: Orlandini Guido (Tortona)
La presente è una prima, incompleta stesura delle “Linee guida in algologia”, interamente stilata da G.Orlandini, che si propone come l’“impalcatura” su cui edificare il testo più esteso del Documento e, al tempo stesso, come una proposta da sottoporre all’attenzione di tutti i Colleghi che sono invitati ad inviare per scritto osservazioni, puntualizzazioni, correzioni ed integrazioni. In questa prima stesura delle “Linee guida in algologia” il lettore troverà molte affermazioni in apparenza ovvie e scontate. A questo proposito, non si scordi che essa si rivolge ad un pubblico eterogeneo per livello di preparazione specifica, per cui va detto anche quel che sembra ovvio e scontato. Inoltre, a sottolineare l'affermazione che questa non è che l'impalcatura di un esteso Documento ancora da completare, alcune "pagine" hanno solo il titolo seguito dalla nota "Pagina da completare..." .